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Addio al celibato

Un venerdì, di primo pomeriggio, mi arrivò una telefonata da Andrea. Mi sembrò un po’ strano, perché lui è il tipo che preferisce di gran lunga contattare le persone via messaggio.

“Andre’, che succede?”

“Massimo, ciao. Che dici, sei a casa?”
“Sì, stavo per fare il caffè”

“Bene…senti ma stasera che impegni hai?”
“Boh, niente di particolare…”
“Ma come? Domenica ti sposi, dobbiamo festeggiare. Stasera passiamo a prenderti e andiamo a fare casino”

“Ok, dai. Ci sta, vi aspetto”

“Perfetto, a stasera”.

I ragazzi vennero sotto casa verso le nove e mezza. Saltai nella macchina di Luciano e venni accolto da una pioggia da pacche sulle spalle e commenti del tipo “Ecco lo sposo!”, “Stasera si fa festa”, “ultima notte di libertà” e altre cose del genere.

“Quindi, che si fa ragazzi? Dove andiamo?”

“Lascia fare, abbiamo pensato a tutto noi! Per prima cosa si va a cena!”

“Ottimo, non mangio da mezzogiorno. Sono affamato”

Dopo aver fatto un po’ di strada tra le colline, arrivammo nel parcheggio di un agriturismo fuori città. I ragazzi avevano prenotato un’intera sala; mangiammo pappardelle, bistecca, contorni vari e un sacco di vino. Chiudemmo la cena con un amaro, poco dopo mezzanotte.

A questo punto Andrea si avvicina e mi mette un braccio attorno alle spalle.

“Allora Massimo, adesso viene il bello. Io e gli altri abbiamo deciso di farti un regalo, visto che domenica ti sposi…”

“Cioè?”

Mi fece l’occhiolino e sorrise leggermente.

“Questo agriturismo ha tre camere da letto matrimoniali. Abbiamo pensato che un ultimo giro di giostra t’avrebbe fatto piacere…no?”

“Beh sì…Ma come avete fatto?”

“Ci siamo ingegnati un po’…abbiamo fatto qualche ricerca su internet, abbiamo trovato un sito che si chiama megaescort.info, e abbiamo cercato una ragazza disponibile in provincia di Firenze, una che potesse piacerti”

Poi si avvicina Luciano.

“Gliel’hai detto? La ragazza è appena salita in camera”

“Sì sì, gli ho appena detto”

“La prima camera a destra in cima alle scale”

Presi le chiavi e andai. Bussai, e una voce femminile mi disse di entrare. Mi trovai di fronte una ragazza di qualche anno più giovane di me, dalla pelle color caramello, occhi neri e capelli lunghi e mossi. Entrai, chiusi la porta a chiave e mi presentai, lei fece altrettanto; mi disse di chiamarsi Morena. Lei si tolse la vestaglia e si stese a letto, in intimo bianco.

“Mettiti comodo e vieni qui”

Mi spogliai rapidamente, senza togliere le mutande. Mi distesi anche io sul letto; lei guardò la mia erezione e infilò la mano sotto i boxer. Prese il mio cazzo in mano e iniziò a farmi una sega poi, dopo avermi spostato le mutande, facendole arrivare a metà coscia, prese a succhiarmelo dapprima lentamente, e poi sempre più avidamente. Morena si fermò dopo circa un paio di minuti, giusto per farmi infilare un preservativo.

“Cosa ti va, io sopra?”

“Sì, dai”

Non se lo fece ripetere. Si sistemò sopra di me, mise le sue braccia sulle mie spalle e fece scivolare il mio cazzo dentro di lei. Anche stavolta, dopo un inizio lento, lei iniziò ad andare più veloce, a scopare più forte. La mia erezione si faceva più potente, restava duro nonostante avessi bevuto parecchio.

“Cambiamo? Voglio prenderti da dietro”

“Va bene”

Iniziai quindi a prenderla da dietro, mentre le tenevo le mani strette sui fianchi. Aveva delle forme praticamente perfette, e la cosa non faceva altro che eccitarmi ancora di più. Quella era di gran lunga la mia posizione preferita. Anche Morena si lasciò scappare qualche gemito di godimento, prima che le chiedessi di girarsi per farlo anche alla missionaria. Lei si slacciò il reggiseno: alla vista dei suoi seni tondi e perfetti ci misi davvero poco a venire. Appena finito, mi stesi stremato di fianco a Morena, lei andò un attimo al bagno e io mi addormentai.

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